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Inghisaggi "vie di corsa" dei carri-ponte

La tecnologia del "beton plaquè" sfrutta le enormi capacità adesive delle resine epossidiche che sanno vincolarsi monoliticamente al calcestruzzo delle travi in c.a.  e all'acciaio che dove sono fissate le rotaie.   Il vincolo che viene a realizzarsi è su tutta la superficie di estradosso della trave in calcestruzzo e su tutta l'area dell'intradosso della piastra di acciaio. In questo modo lavorano tutti i centimetri quadri che vengono a contatto del riempimento in resina e gli sforzi a compressione e soprattutto a taglio, a trazione e a flessotrazione vengono ripartiti su aree molto estese e i supporti interessati, di conseguenza, lavorano pochissimo e non saranno mai sottoposti a sforzi di rottura.

Con questo sistema si evitano, per sempre, i problemi veramente gravosi di dissesto delle "vie di corsa" fissate con ancoraggi puntiformi. Infatti gli sforzi che vengono trasmessi dal passaggio del carro-ponte sulle rotaie e, di conseguenza sui bloccaggi,  scaricano tutti gli sforzi, statici e soprattutto dinamici, sui punti dove sono annegati i fissaggi metallici che, a loro volta, sollecitano l'impasto cementizio che li abbraccia. Le miscele cementizie espansive impiegate per questi tirafondi sono di altissima qualità e di consistenti resistenze meccaniche, ma spesso gli sforzi sono superiori alle loro caratteristiche meccaniche di taglio e di trazione tanto che cominciano a cedere creando inizialmente dei piccoli giochi che mano a mano nel tempo "macinano" il calcestruzzo adiacente continuando nel dissesto fino a far muovere sempre più i fissaggi della rotaia. 

L’intervento dovrà seguire le seguenti modalità :
Asportata la vecchia rotaia si procederà all’esecuzione del nuovo fissaggio con la tecnologia del “beton plaquè”

  1. Rimuovere dalla trave portante ogni traccia di sporco, polvere e qualsiasi giacenza di materiale estraneo che non ci faccia aderire perfettamente al sottofondo sano e pulito. La piastra metallica che deve essere vincolata sia accuratamente pulita con il metallo portato al bianco (ideale è la sabbiatura SA 2 1/2).
  2. Verificare che la sezione dell’ancoraggio (larghezza e profondità) sia correttamente dimensionata rispetto alle sollecitazioni progettuali previste; in particolare per una corretta trasmissione degli sforzi dalla piastra al supporto, lo spessore tra supporto e piastra metallica  non deve essere inferiore a 4 mm;
  3. ll calcestruzzo che deve presentarsi asciutto, compatto e pulito prima del getto con la malta epossidica SIKADUR 42; controllare che non ci siano depositi di polvere trasportati dal vento dopo l’intervento di preparazione e prima delle operazioni di posa della malta epossidica.
  4. Miscelare accuratamente i tre componenti predosati di SIKADUR 42 fino ad ottenere la consistenza di una malta omogenea e colabile;
  5. Mediante colatura eseguire il getto di riempimento dell’ancoraggio con un adeguato volume di prodotto in modo da controllare che il SIKADUR 42 aderisca perfettamente.

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